Il piccolo fermento lattico vivo : venerdì, 19 maggio 2006

Dopo aver ricevuto un buon responso da nonsipuòdirechichesennòsisputtana, ho deciso di postare qua qualcuno dei miei vecchi racconti, quelli che ho scritto in passato nei momenti in cui non avevo di meglio da fare (volendo fare l'artista potrei dire che sono quei momenti in qui BANG ECCO L'ISPIRAZIONE).
Si parte con Il piccolo fermento lattico vivo (che poi linkerò periodicamente con l'aumentare delle visite nel tempo, si spera in modo esponenziale).
Buona lettura.


C'era una volta un piccolo fermento lattico vivo che, con la sua famiglia, alloggiava nello stomaco di una mucca.
Un bel giorno vi si ritrovo' fuori, poichè le mucche hanno questa brutta abitudine di rigurgitare il cibo un migliaio di volte prima di ingoiarlo e lui, una di queste volte, s'era trovato incastrato tra uno stelo d'erba smaciullato ed una margherita.
Il piccolo fermento lattico vivo era disperato: non sapeva cosa fare, nè dove andare; all'improvviso aveva perso la casa, la famiglia, la sua bicicletta e, soprattutto, i suoi videogiochi.
Cominciò a piangere, piangere, piangere, ed andò avanti per giorni e giorni.
Tutto disidratato, stava per diventare un fermento lattico morto, quando un vecchio contadino calabrese si accorse di lui: lo trovò tutto nero, in mezzo alla pozza di lacrime di latte, e lo raccolse.
"Cosa è successo, piccolo?", gli chiese.
"Ho perso la casa, la famiglia, la bicicletta e, soprattutto, i miei videogiochi", disse tra le lacrime il piccolo fermento lattico semi-vivo.
Il vecchio contadino calabrese s'intenerì e, con una lacrima che gli scendeva sulla guancia, gli disse "Povero piccolo. Vieni con me, ti curerò io, ti darò una casa e una famiglia e, quando sarai cresciuto, sano, grande e forte, ti regalerò una bicicletta e dei videogiochi".
Il piccolo fermento lattico semi-vivo smise di piangere e, contento, ringraziò il vecchio contadino calabrese, infilandosi nel suo taschino.
Una volta tornato alla fattoria, il vecchio contadino calabrese si diresse subito in cucina, dove la vecchia contadina calabrese stava preparando la pasta al sugo di peperoni, melanzane, salame e salsiccia per la merenda del pomeriggio: "Mammà, guarda cos'ho trovato", le disse, "un piccolo cosino tutto triste senza più casa, famiglia, bicicletta e videogiochi. Sarà il nostro bambino". E la vecchia contadina calabrese si mise a piangere dalla gioia, buttando mezzo chilo di pasta in più per il nuovo arrivato.
A tavola regnava sovrana la gioia: i due vecchi contadini calabresi imboccavano il piccolo fermento lattico tornato vivo e gli dissero "Figliolo, con questa cura di pasta al sugo di peperoni, melanzane, salame e salsiccia, diventerai grande e grosso e verrai con noi nei campi a coltivare la terra".
Il piccolo fermento semi-lattico vivo era di nuovo felice.
Nel giro di pochi giorni era diventato grande grande, di fermento lattico vivo ormai aveva poco, era più un fermento peperone-melanzana-salame-salsiccico vivo ed era tutto rosso.
Il grande fermento peperone-melanzana-salame-salsiccico vivo si sentiva davvero in forma, pronto ad accompagnare il vecchio contadino calabrese nei campi. Voleva lavorare sodo, affinchè la sua nuova famiglia gli regalasse una bicicletta e i videogiochi per Natale.
Un bel giorno, però, non si sentì tanto bene. Svegliatosi alle 5 come al solito, si accorse di avere una macchia bianca sul lato, che gli disse "Ciao, io sono un colesterolo". "Ciao", gli rispose il grande fermento peperone-melanzana-salame-salsiccico vivo, "Possiamo diventare amici?". I due diventarono grandi amiconi e il colesterolo, ogni giorno, diventata più grande.
Quando un mattino, al risveglio, il grande fermento peperone-melanzana-salame-salsiccico vide il colesterolo grande quasi quanto un chicco di grano, si spaventò; ma si spaventò così tanto che il colesterolo si spaventò altrettanto e cominciò a correre in giro per il suo corpo, fino a giungere al cuore, dove, non riuscendo a passare, rimase bloccato. Il grande fermento peperone-melanzana-salame-salsiccico vivo non riusciva più a respirare e divenne tutto verde, finchè cadde a terra, morto.
Il colesterolo, non capendo di essere stata la causa, si mise a piangere disperato.
Il vecchio contadino calabrese sentì le urla disperate del colesterolo e corse al piano di sopra, dove trovò il grande fermento peperone-melanzana-salame-salsiccico morto.
"Cosa è successo, piccolo?", chiese al colesterolo, "Perchè il mio figliolo è morto?".
Il colesterolo gli spiegò cosa era successo e disse d'aver perso il suo unico amico.
"Oh, povera creatura, non preoccuparti, ci prenderemo cura noi di te", disse il vecchio contadino calabrese.
E la storia ricominciò.

Morale: Anche i fermenti lattici vivi, se non integrati con una dieta equilibrata e bilanciata, sopperiscono alla forza del colesterolo. Quindi meglio andarci piano con le merende di pasta al sugo di peperoni, melanzane, salame e salsiccia.

13:07 | Permalink | commenti (1) | Categoria: racconti

 

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